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Imposta IMU, la Relazione dell'Assessore Italo Arcuri

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L’Imu a Riano: le aliquote e… la speranza necessaria.

Signor Sindaco,
Signori Consiglieri di opposizione e di maggioranza,
Colleghi Assessori,
la delibera comunale che oggi andremo ad approvare è, senza mezzi termini, una delle delibere più sgradevoli e insopportabili che poteva capitarci di ratificare. Lo è perché introduce un’imposta e lo è perché questo tributo, la cui prima rata scade il prossimo 18 giugno, giunge in uno dei periodi più critici - dal punto di vista economico, sociale e politico – della nostra storia repubblicana.

A Riano, poi, con il pericolo discarica post Malagrotta non ancora positivamente concluso e che sta davvero sfiancando tutti, l’Imu va ad aggiungere rabbia ad amarezza…

La situazione, dicevo, è e resterà davvero delicata e complessa per chissà quanto tempo ancora. L’Italia sta attraversando un tunnel problematico, negativo e sempre più instabile. E questa instabilità – basta leggere i giornali, guardare i telegiornali o, più semplicemente, stare in mezzo alle persone “in carne ed ossa” nella nostra quotidianità per accorgersene – non solo sembra non finire ma, giorno dopo giorno, pare estendersi sempre più, coinvolgendo nel suo scorrere categorie sociali, economiche e anagrafiche sempre nuove, diverse e maggiori.

La crisi è globale e gli echi che arrivano dalla Grecia, per esempio, in questo senso, non sono di certo positivi. Tutto lascia supporre, come più di qualche autorevole analista economico afferma, che il giro di boa per uscire dalla crisi, per i popoli e per le Istituzioni, a tutti i livelli, è ancora ben lontano dall’essere effettuato. L’impressione - che è più di un’impressione - è che stiamo diventando sempre meno “cittadini”, portatori quindi di diritti e di doveri, e sempre più “contribuenti”, buoni cioè per contribuire appunto a sanare, e risanare, buchi ed errori causati da altri, magari governanti nazionali ed europei per lo più sprovveduti e il più delle volte davvero poco lungimiranti.

Questa tassazione – l’Imu, su cui oggi, in questo Consiglio Comunale, delibereremo - rappresenta la fotografia, economica e non solo, di questi nostri bui e tristi tempi. E’ la summa, nostro malgrado, del “momento Italia”, tanto che ancor di più oggi non si capisce nemmeno di chi sia la titolarità della tassazione (dello Stato o del Comune?), anche se il cittadino la percepisce come tassa comunale, non sapendo che il gettito, lo dirò in seguito, va diviso con lo Stato.

L’Imu, per ragioni di bilancio nazionale, è stata introdotta - anticipandone l’applicazione - in via sperimentale a partire da quest’anno e sostituisce, di fatto, l’Ici. Il gettito complessivo stimato a livello nazionale è di 21miliardi e 4milioni di euro (3miliardi e 4milioni di euro per la prima casa, 18miliardi di euro per gli altri immobili: di cui 9miliardi di euro va allo Stato e altrettanti 9miliardi di euro va ai Comuni). Il gettito dell’Ici, invece, era di 9miliardi e 2 milioni di euro, con un variazione di 12 miliardi e 2 milioni di euro. Dal gioco dei numeri, dalla differenza della variazione, lo Stato va a guadagnarci un + 3miliardi e 2 milioni di euro.

Noi, in questo Consiglio, determineremo le aliquote ma non discuteremo e né approveremo alcun regolamento sulle detrazioni. Anche perché – e questa è una assurdità tutta italiana, che spiega bene la criticità del momento a cui prima accennavo e che palesa meglio di mille parola la logica che sottende questa imposta, che è quella di fare cassa “costi quel che costi” – anche in assenza di un nostro pronunciamento i cittadini-contribuenti avrebbero dovuto comunque versare entro il 18 giugno, data di scadenza del primo acconto, la prima rata basandosi sulle aliquote fissate a livello nazionale dal Parlamento, su suggerimento del governo. Quindi, anche se oggi, per esempio, noi avessimo deciso di applicare aliquote più basse o più alte, i cittadini-contribuenti avrebbero dovuto fare i propri calcoli sulle aliquote fissate dalla legge nazionale.

Il pagamento dell’acconto dell’Imu dovuta per l’abitazione principale è, infatti, stabilito per legge, con le due diverse opzioni sul numero delle rate, applicando l’aliquota di base, a prescindere da eventuali diverse deliberazioni comunali. E’ un paradosso. Un grave paradosso, tanto che l’Anci – l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, che il prossimo 24 maggio sfilerà a Venezia per protestare contro l’Imu - nei confronti della circolare allo studio del ministero dell’Economia ha sollevato sul punto un problema di coordinamento con l’autonomia impositiva degli enti locali. A tal proposito ci sarebbe da chiedersi che fine ha fatto il tanto decantato e propagandato ‘Federalismo Fiscale’. L’Imu, e non è un’impressione solitaria, lo ammazza e lo seppellisce definitivamente.

Determinare e approvare oggi le aliquote conviene perché si lascia meno solo il cittadino-contribuente, che entro 30 giorni a partire da domani deve pagare il primo acconto. Si agevola il cittadino-contribuente ad essere maggiormente informato, dal momento che sono stati in tanti in questi giorni a venire in Comune - a recarsi presso l’Ufficio Ragioneria e l’Ufficio Tributi, che ringrazio a nome dell’Amministrazione Comunale per il lavoro che stanno svolgendo e che saranno chiamati a svolgere - a chiedere ragguagli sul come, quanto e dove dell’Imu. Si favorisce la comunicazione, dal momento che il Comune è la prima e più immediata sede istituzionale a cui i cittadini fanno riferimento in assenza di normative nazionali chiare, semplici e perciò facilmente decifrabili.

Se non si deliberava oggi si rischiava:

- di indurre il cittadino-contribuente in errore, dal momento che la determinazione delle aliquote comunali - che ripeto fotografano una situazione consigliata dal governo nazionale - rappresenta un apripista di relazione, trasparenza e informazione ulteriore per chi deve districarsi in questo vero e proprio ginepraio;

- di favorire l’evasione, che nasce il più delle volte dalle furbate di chi si ingegna a capire come fare per evadere ma che, molto più spesso di quanto pensiamo, nasce anche da una mancata corretta informazione pubblica;

- di far pagare al cittadino-contribuente oltre al danno anche la beffa, perché l’Imu se non si paga entro una certa data contempla un piccola sanzione, minimissima – parliamo di spiccioli di centesimi - ma comunque esistente;

- di non consentire al Comune di aver un quadro di riferimento il più certo possibile, in vista della presentazione del Bilancio di Previsione del 2012 che, per legge, va approvato entro il 30 giugno prossimo. Ma anche questa rischia di essere una data mobile, perché qualcuno, nel governo, ipotizza di rinviarlo ulteriormente.

Anche su questo punto permettetemi una riflessione, amara anche questa: nel 1988 i Bilanci di Previsione dei Comuni italiani venivano approvati entro il 29 dicembre dell’anno in corso. Oggi l’approvazione avviene addirittura 6 mesi dopo l’inizio dell’anno successivo. Una cosa pazzesca, degna dei tempi che stiamo vivendo…

E veniamo alla sostanza della delibera su cui oggi dobbiamo esprimerci.

La delibera in oggetto ricalca in tutto e per tutto le aliquote basi e le detrazioni fissate per legge:

- 0,4% per l’abitazione principale (con detrazione fissa di 200 euro + 50 euro per ogni figlio “under 26” dimorante e residente nell’abitazione, con una detrazione massima possibile pari a 600 euro);

- 0,2% per i fabbricati rurali;

- 0,76% per altri immobili e aree fabbricabili.

Questo riferimento “standard” ci consentirà di fare un primo giro di ricognizione, ci permetterà di seguire l’evolvere della situazione normativa nazionale in materia di Imu - e non solo - che cambia di giorno in giorno, e consentirà di studiare e pianificare a dovere, per le prossime settimane - valutando anche le “Proiezioni provvisorie delle assegnazioni” redatte dalla Direzione Centrale della Finanza Locale, che è competente in materia di ordinamento finanziario e contabile degli Enti Locali - soluzioni socialmente più sostenibili; per capire, in parole povere, dove si può intervenire per migliorare la situazione in essere, soprattutto a vantaggio dei cittadini proprietari della prima casa.

Abbiamo tempo, ripeto, fino al 30 settembre e questo tempo, insieme a chi di dovere, lo sfrutteremo tutto. Personalmente – l’ho già detto al Sindaco e ha già avuto modo di dirlo al Ragioniere del Comune – tenendo sotto controllo i conti, misurando il polso della situazione, se ce ne sarà bisogno, presenteremo ulteriori, eventuali, variazioni di aliquote e aggiustamenti regolamentari sulle detrazioni, che non si riferiscono assolutamente alla prima casa, già in occasione della discussione del prossimo esercizio di Bilancio di previsione 2012.

Monitorare la situazione, nazionale e locale, ci permetterà, dunque, di sapere se, quando e come intervenire. Anche perché l’Imu porta con se altri paradossi tutti italiani:

- il governo nazionale, come ho detto prima, dall’Imu si aspetta un certo gettito e se, in corso d’opera, si accorgerà che quel gettito è lungi dall’essere raggiunto avrà tempo fino al 10 di dicembre del 2012, con un semplice Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di rivedere le aliquote di base. Dico: 10 dicembre. Pensate solo che il 17 dicembre 2012 scade il termine per il pagamento della terza o della seconda rata, a seconda delle modalità scelte, per pagare l’Imu e che il 31 dicembre si chiudono di fatto i conti per il Bilancio consuntivo dei Comuni;

- l’Imu solo formalmente è una tassa comunale, dal momento che va allo Stato metà dell’importo calcolato applicando alla base imponibile di tutti gli immobili l’aliquota base dello 0,76%, ad eccezione dell’abitazione principale e dei fabbricati rurali e che le detrazioni previste e le riduzioni di aliquote deliberate dai Comuni non si applicano alla quota di imposta riservata allo Stato;

- per i Comuni, compreso quindi il nostro, il gettito derivante dall’Imu deve andare a sostituire il gettito derivante dall’abolizione dell’addizionale del consumo dell’energia elettrica soppressa, che per Riano valeva 174.500 euro; dall’Ici, che per Riano valeva 937.000 euro e di parte cospicua dell’assegnazione e trasferimenti erariali che a Riano garantivano 1.075.000 euro (di cui, in un sol colpo, come un cattivo mago Merlino, il governo nazionale ce ne ha tagliati oltre 500mila). Conti alla mano: 2.186.500.

Per farvi comprendere la complessità della situazione, che è poi la ragione del perché oggi è sempre più difficile amministrare - e che è forse alla base anche dell’allontanamento dei cittadini dalla politica - basti pensare che non più tardi di due giorni fa, il 14 maggio, subito dopo la riunione di Capigruppo in cui abbiamo esaminato la delibera in oggetto, è pervenuto all’ufficio Ragioneria l’ennesimo “bollettino” online della Direzione Centrale della Finanza Locale che ragguagliava sulla riduzione delle risorse per i Comuni, compreso il nostro, e relazionava sull’accordo sulla ripartizione del fondo sperimentale di riequilibrio dei Comuni per l’anno 2012. Un ragguaglio che, seppur a grandi linee, confermava - magari spiegando meglio le decurtazioni - cifre, numeri e tagli da far tremare le vene ed i polsi a chi oggi è chiamato a far quadrare i conti.

Prima di formulare questa delibera ho anche contatto alcuni Sindaci di altri Comuni che - diciamolo chiaramente, forse e senza forse, a bocce troppo ferme – secondo il mio modesto parere, hanno giocato d’azzardo abbassando, se non azzerando, l’aliquota sulla prima casa e diversificando, differenziandole, le altre aliquote sia nell’ambito della stessa fattispecie impositiva e sia nell’ambito dello stesso gruppo catastale con riferimento alle singole categorie.

Inoltre, dopo l’approvazione di questa delibera il Comune si attiverà, per quello che può e per quello che deve, ad informare il più possibile la cittadinanza. Lunedì 21 maggio prossimo, alle ore 17.30, qui, in questa Sala Consiliare, si svolgerà un pomeriggio di informazione sull’Imu e sempre da lunedì saranno distribuiti, nei bar, nei negozi e in tutte le attività commerciali di Riano, opuscoli informativi ad hoc per spiegare ai cittadini il “Chi, il Come, il Dove e il Quanto dell’Imu”. Il tutto perché le modalità per pagare le aliquote non solo sono complesse da capire ma anche difficili da concretizzare: l’F24, che è lo strumento con cui si deve pagare fino a dicembre (poi a dicembre si potrà usare, sembra, da quel che si ipotizza, il classico bollettino postale), più che un modulo è un labirinto modulare e il rischio errore per il cittadino-contribuente è davvero molto alto.

Per concludere: senza certezze di gettito è impossibile fare programmazione e questo lo sa bene chi amministra e chi controlla un’amministrazione. Per questo motivo il gettito Imu è importante: perché i Comuni d’ora in avanti, ancora più di ieri, sono costretti a cercarsi le risorse finanziarie che prima venivano date - magari male, magari a pioggia, magari senza criterio - da parte dello Stato ai Comuni.

Qualche settimana fa ho partecipato a Formello ad una giornata di studio sul Bilancio di Previsione per il 2012, organizzato dall’Ardel, e mi sono appuntato, così a mò di monito e avvertimento, quanto detto nell’occasione dal Dott. Giuseppe Salvatore La Rosa, della Corte dei Conti, Sezione delle Autonomie, che svolgendo una relazione dal titolo freddo e cinico - “Riflessi e criticità a seguito degli ultimi interventi legislativi” - da uomo navigato ed esperto, rivolgendosi alla platea, ha testualmente detto: “Oggi, per chi amministra, per chi fa l’assessore al Bilancio o per chi fa il ragioniere comunale c’è l’esigenza di lavorare molto di immaginazione e di speranza necessaria per rispettare gli equilibri, interpretare le normative acrobatiche che vengono propinate e coniugare rigidità delle leggi, bisogni degli Enti Locali e necessità di una popolazione”.

Ora, l’immaginazione e la speranza sono merce non introvabile, visto che si può facilmente racimolare, ma vi assicuro che sul resto c’è ben poco da fare, se non farlo con coscienza, dedizione e trasparenza, nell’interesse esclusivo e generale della popolazione e di chi vive, socialmente parlando, momenti difficili. E questo è un momento difficile. Per i cittadini, che, tartassati dalle tasse, giustamente non ce la fanno più a pagare e che giorno per giorno si vedono privati persino dei diritti essenziali – perché per me il diritto alla casa è tale, poiché la casa, quella in cui si vive e si abita, non produce reddito ma consente di fare in modo che si stia meglio per lavorare e perciò non andrebbe tassata – e per noi amministratori, per i quali, rispetto a solo 6 mesi fa, è cambiato un mondo intero, a causa di cifre, numeri, dati e statistiche che indicano una società in caduta libera che è sempre più difficile arginare.

Alla luce di quanto fin qui detto e sempre nell’interesse esclusivo della popolazione che amministriamo, seppur a malincuore - e chi mi conosce sa quanto a malincuore - invito tutti i Consiglieri ad approvare la delibera in oggetto.

17 maggio 2012
Italo Arcuri
Assessore al Bilancio

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