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Aliquote Imu? Il confuso quadro normativo impone cautela e attesa

ici-imu“Sull’Imu ancora tanti dubbi e molta incertezza”. E’ quanto fa sapere Italo Arcuri, assessore al Bilancio del Comune di Riano, che continua: “In Giunta, alla presenza del Ragioniere comunale, con schede di proiezioni ad hoc, abbiamo più volte affrontato la questione ma ogni volta gli elementi normativi dell’ultima ora che arrivano dal Governo nazionale e dal Parlamento, dove è attualmente in discussione il Dl fiscale, hanno sempre sospeso la scelta finale sulla definizione delle aliquote da applicare nel nostro Comune”.

“La confusione normativa - continua Arcuri - regna sovrana, tanto che c’è il rischio concreto che uno o più decreti governativi potrebbero intervenire fino al 10 dicembre per correggere detrazioni e aliquote di riferimento (quelle fissate dalla legge statale su cui intervengono i Comuni)”.

“L’equivoco su cui al momento si rischia un vero e proprio corto circuito per quanto concerne le casse comunali, e che è alla base della scelta di non definire ancora le aliquote da adottare - precisa Arcuri - è rappresentato dal fatto che ad oggi, secondo l’articolo 151 del Dlgs 267/2000, i Comuni hanno l’obbligo di approvare i Bilanci preventivi 2012 ‘improntati alla veridicità’ entro il 30 giugno ma, se le cose non cambiano, avranno tempo fino al 30 settembre per decidere le aliquote dell’Imu, cioè una voce decisiva per la colonna delle entrate. Tale situazione genera indeterminatezza. Meglio, dunque, essere cauti e attendere ancora qualche altro giorno per decidere le aliquote”.

Quali i motivi di questa situazione? “Il decreto ‘salva-Italia’ che ha introdotto questa imposta ‘sperimentale’ - puntualizza l’assessore - chiede all’Imu di garantire allo Stato 9 miliardi di euro tramite la ‘quota erariale’ che i Comuni devono girare alle casse statali. Una cifra considerevole che il governo, a causa delle novità introdotte, ha paura di non conseguire e fino a quando non sarà sicuro di raggiungerla produrrà modifiche normative a gogo, con ripercussioni pesanti per i Comuni, che ancora oggi non conoscono il gettito su cui poter contare, e per i contribuenti, che vivono nell’attesa di capire la portata dell’imposta”.

“C’è da aggiungere – conclude Arcuri – che il Governo, con alcuni emendamenti, ha chiesto di calcolare l’acconto Imu, che scade il prossimo 18 giugno, visto che il 16 è un sabato, in base alle aliquote di riferimento fissate per legge (4 per mille per l’abitazione principale e il 7,6 per mille per gli altri immobili, tranne quelli strumentali all’attività agricola per i quali è il 2 per mille). Una tattica tutta italiana, insomma. Una soluzione che, come Giunta, abbiamo anche valutato per capire come e meglio fare nell’esclusivo interesse della cittadinanza, che per colpa della crisi economica che sta attraversando l’Italia sta già subendo salassi oltremodo pesantissimi”.      



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